Pietre vive per ricordare

Posted by on 7 Febbraio 2022

“Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere”  così scrive José Saramago, riassumendo il significato del Giorno della Memoria, una ricorrenza che si celebra ogni anno il 27 gennaio per commemorare le vittime della Shoah.

Quest’anno abbiamo avuto l’occasione di partecipare a un evento che – più degli altri anni – ci tocca da vicino: l’inaugurazione di cinque “pietre d’inciampo” nel comune di Montecatini Terme. Questo evento è per noi particolarmente significativo perché riguarda la nostra città, le strade che percorriamo ogni giorno spensierati, non immaginandoci gli orrori che possono essere avvenuti. Ed è proprio in via del Grocco che si è consumata la tragedia: in una casa del vicolo viveva una famiglia ebraica deportata e poi uccisa nei campi di concentramento. Il destino spesso è crudele, ma in questo caso ancor di più: la famiglia forse si sarebbe potuta salvare, ma è stata fatale la decisione di rimanere un giorno in più prima di scappare e questo solo per poter festeggiare il primo compleanno del figlio più piccolo. Un angolo di normalità, uno spiraglio di quotidianità, forse questo cercavano in mezzo alle atrocità della guerra. Quella decisione, che può sembrare così banale, purtroppo è costata loro la vita. Così ci troviamo a commemorare la famiglia D’Angeli che viveva in una casa in via del Grocco a Montecatini Terme: da oggi, davanti a quella casa, ci sono cinque pietre, con poche scritte sopra ma con un significato simbolico importantissimo: conservare la memoria.

L’evento è proseguito con la presentazione del libro di Andrea Lottini Vite Sospese: un resoconto delle vite delle persone deportate e internate nella provincia di Pistoia. Ad esempio, è stata raccontata la storia di Alberto Baumann, dipendente delle Terme che fu licenziato a seguito dell’applicazione delle leggi razziali del 1938. Così come lui, altre migliaia di persone, di cui forse non sappiamo, hanno subito lo stesso destino. Un libro molto importante, che mostra quanto questi eventi siano stati vicini a noi. Inoltre questo libro ci pone di fronte alla realtà della storia, facendoci assumere le nostre responsabilità.

In Italia bisogna ancora fare i conti con gli esecutori di questa tragedia. La colpa  delle deportazioni viene spesso attribuita ai nazisti, mentre coloro che denunciarono gli ebrei furono gli stessi italiani. Spesso non per una questione di razza, ma per il guadagno economico o per un tornaconto personale.

Nelle scuole italiane non è stato ancora compreso e condiviso da tutti la gravità della tragedia che è avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale. Soprattutto perché forme di discriminazione e di totalitarismo avvengono tutti i giorni sotto l’indifferenza di tutti, perché invece di denunciare questi fatti preferiamo voltarci dall’altra parte.

“L’Olocausto è una pagina del libro dell’umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria” ha detto Primo Levi.

Leggendo la testimonianza di Primo Levi, il quale ha vissuto in prima persona questo dramma, possiamo coglierne una lezione molto importante da tramandare anche alle generazioni future, in modo da non dimenticare mai.

 

I nomi della famiglia D’Angeli, famiglia montecatinese deportata.

In loro ricordo ci sono le “Pietre d’inciampo”.

 Presentazione del libro “Vite Sospese” di Andrea Lottini.

 

5Ales: Ginevra Ciardi, Hadil Nguia, Alessandra Parenti, Indira Rrahimi, Vittoria Tardivo

5Bs: Lorenzo  Bertini, Luca Ferretti, Giorgia Tommei

del Liceo “Coluccio Salutati” di Montecatini Terme

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